CIRCOLARE DI STUDIO N. 29 DEL 1 GIUGNO 2018

COMPILAZIONE MODELLI STUDI DI SETTORE

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente approvato i modelli degli studi di settore relativi al periodo di imposta 2017 e ha elaborato, per il medesimo anno, il programma “Gerico” che consente di verificare i risultati di congruità e di coerenza dei contribuenti soggetti a tali strumenti.

Nell’ottica di organizzare al meglio la raccolta dei dati contabili ed extracontabili contenuti nei modelli degli studi di settore e al fine di provvedere tempestivamente all’elaborazione degli stessi, vi chiediamo di compilare integralmente il modello e di restituirlo allo Studio entro e non oltre la data del 22 Giugno 2018.  I modelli e le relative istruzioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente indirizzo:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Schede/Dichiarazioni/StudiSettore/Modello+e+istruzioni+2018/?page=studisettoreint

Rammentiamo che l’omessa o l’infedele presentazione del modello degli studi di settore è sanzionata, anche pesantemente, in quanto l’Ufficio oltre all’irrogazione della sanzione pecuniaria, ha in taluni casi la facoltà di ricorrere all’accertamento induttivo. Al fine di agevolare la compilazione dei dati contabili, contenuti nel quadro F dei modelli, si riportano di seguito alcune esemplificazioni in relazione ai righi più rilevanti o che presentano maggiori criticità.

I RIGHI RELATIVI AI COSTI E AI RICAVI

Rigo F01

Vanno indicati i ricavi della gestione caratteristica dell’impresa (cessione di beni e prestazioni di servizi alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa).

Non vanno indicati i ricavi derivanti dall’affitto di azienda (che vanno indicati nel rigo F02); unica eccezione è prevista per lo studio WG40U, per il quale i ricavi derivanti dall’affitto di azienda vanno inseriti nel rigo F01.

Rigo F02

Vanno indicati gli altri proventi considerati ricavi (indennità a titolo di risarcimento per la perdita/danneggiamento di beni da cui originano ricavi, contributi spettanti in base a contratto, contributi in conto esercizio).

Limitatamente allo studio WG40U, devono essere indicati altresì i proventi degli immobili strumentali e quelli degli immobili patrimonio (ossia gli immobili che non sono né strumentali né immobili merce); per tutti gli altri studi di settore tali dati vanno indicati nel rigo F05.

Rigo F05

Vanno indicati gli altri proventi, compresi quelli derivanti da gestioni accessorie, quali ad esempio:

  • Redditi degli immobili strumentali e degli immobili patrimonio (se realizzati nell’ambito di uno studio di settore diverso dal WG40U; per tale ultimo studio questi redditi vanno indicati nel rigo F02),
  • Rimborsi spese,
  • Plusvalenze e sopravvenienze attive, con facoltà di indicare in tale rigo anche i proventi di natura straordinaria per effetto dell’eliminazione dell’area straordinaria del conto economico,
  • Altri proventi non altrove classificabili, non aventi natura

Rigo F14

Vanno indicati:

  • i costi per l’acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci, inclusi gli oneri accessori di diretta imputazione,
  • le spese sostenute per le lavorazioni esterne,
  • i costi relativi all’acquisto di beni e servizi strettamente correlati alla produzione dei ricavi dell’impresa,
  • costi per prestazioni di terzi ai quali è appaltata o subappaltata la produzione del

Rigo F16

Vanno indicati in tale rigo (l’elencazione seguente è tassativa):

  • i servizi inerenti all’amministrazione: provvigioni ad agenti, compensi agli amministratori non soci di società di persone, compensi agli amministratori di società di capitali, comprensivi dei contributi previdenziali e dei rimborsi spese, costi per il servizio relativo alla somministrazione di lavoro (per la parte eccedente la retribuzione e i contributi),
  • spese di tenuta contabilità, incluse quelle per la tenuta dei libri paga e la compilazione delle dichiarazioni fiscali, con esclusione delle spese legate all’assistenza in sede contenziosa,
  • spese di trasporto di beni connesso all’acquisto o alla vendita,
  • premi assicurativi, con esclusione di quelli obbligatori per legge (ad esempio i premi riguardanti l’assicurazione dei veicoli),
  • servizi telefonici
  • consumi di energia utilizzata per lo svolgimento del processo produttivo, con esclusione delle spese per il riscaldamento dei locali,
  • carburanti, lubrificanti e simili destinati all’autotrazione.

Rigo F17

Vanno indicati in tale rigo i servizi diversi da quelli da comprendere nel rigo F14 e F16, quali ad esempio:

  • compensi a sindaci e revisori,
  • riscaldamento dei locali,
  • pubblicità,
  • vigilanza,
  • pulizia,
  • assicurazioni obbligatorie,
  • spese di rappresentanza,
  • manutenzione,
  • oneri per servizi bancari,
  • spese postali,
  • costi di aggiornamento professionale

Rigo F18

In tale rigo vanno indicati i costi per il godimento di beni di terzi, quali:

  • canoni di locazione finanziaria e non finanziaria di beni immobili,
  • canoni di locazione finanziaria e non finanziaria di beni mobili,
  • canoni di noleggio,
  • canoni di affitto di azienda.

Rigo F19

In tale rigo vanno indicate le spese:

  • per prestazioni di lavoro dipendente e assimilato, comprensive del salario, dei contributi previdenziali, dell’accantonamento al TFR e delle spese per trasferte; in tale voce rientrano anche i costi per il personale di terzi, distaccato presso l’impresa e i costi per il personale utilizzato in base a contratto di somministrazione di lavoro (in quest’ultimo caso va considerata la sola parte relativa ai salari e ai contributi previdenziali, con esclusione del costo del servizio che andrà indicato al rigo F16),
  • per prestazioni di lavoro diverse da quello dipendente e assimilato, strettamente correlate all’attività dell’impresa (ad esempio lavoro autonomo),
  • per compensi corrisposti ai soci per l’attività di amministratore di società di persone,
  • per prestazioni di lavoro accessorio e occasionale

Rigo F22

In tale rigo vanno indicati gli altri oneri, a carattere ordinario e di natura non finanziaria, non altrove classificati, quali ad esempio:

  • contributi ad associazioni di categoria,
  • abbonamento a riviste e giornali,
  • spese di cancelleria,
  • oneri di utilità sociale,
  • minusvalenze a carattere ordinario,
  • perdite su crediti,
  • spese

Rigo F24

In tale rigo va indicato il risultato della gestione finanziaria, ossia:

  • dividendi,
  • interessi attivi,
  • risultato (positivo    o    negativo)    derivante    dalla    cessione    di partecipazioni,
  • proventi finanziari

Rigo F25

In tale rigo vanno indicati gli interessi passivi e gli altri oneri finanziari (ad esempio le perdite su cambi).

Rigo F26

In tale rigo vanno indicati i proventi straordinari (ossia estranei all’attività ordinaria),    quali    plusvalenze    e    sopravvenienze    attive    di    natura straordinaria, con facoltà (come già accennato sopra) di indicare tali voci al rigo F05.

Rigo F27

In tale rigo vanno indicati gli oneri straordinari (ossia estranei all’attività ordinaria), ossia minusvalenze di natura straordinaria e sopravvenienze passive derivanti da fatti eccezionali o anormali.

IL RIGO DEI BENI STRUMENTALI

Rigo F29

In tale rigo va indicato il valore dei beni materiali ammortizzabili e dei beni immateriali ammortizzabili (licenze, brevetti, marchi, diritti di concessione), escluso l’avviamento. Non si comprendono in tale rigo i costi pluriennali (ad esempio le spese di impianto, le spese incrementative su beni di terzi, i costi di sviluppo, gli altri costi pluriennali).

A tal fine rileva:

  • il costo storico per i beni in proprietà,
  • il costo di acquisto sostenuto dal concedente per i beni in leasing, anche successivamente al riscatto (pertanto dopo il riscatto continuerà a rilevare il costo sostenuto dal concedete e il riscatto sarà irrilevante),
  • il valore normale al momento dell’immissione nell’attività per i beni in comodato o utilizzati in locazione non finanziaria; in caso di affitto o usufrutto di azienda, rileva il valore attribuito ai beni nell’atto di affitto o di costituzione in usufrutto o, in mancanza, il loro valore normale al momento di stipula dell’atto.

Sono esclusi gli immobili e le costruzioni leggere aventi carattere di stabilità. Rilevano altresì i beni di costo unitario non superiore a euro 516,46. I beni adibiti promiscuamente all’esercizio dell’impresa e all’uso personale vanno computati nella misura del 50%.

Rileva il costo fiscale per i beni a deducibilità limitata (es. autovetture, impianti telefonici, cellulari, ecc…). Il valore dei beni strumentali posseduti per una parte dell’anno va ragguagliato ai giorni di possesso.

Per i beni strumentali acquisiti nel 1994 e 1995, i valori di costo sono ridotti rispettivamente del 10% e 20%.

E’ possibile non tener conto del valore dei beni strumentali inutilizzati a condizione che non siano state dedotte le relative quote di ammortamento.

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