A leggere la Relazione del Servizio Studi della Camera dei Deputati c’è di che riflettere.

Il decreto legge 119 del 2018, che disciplina le sanatorie tributarie, oltre ad altre materie, nasce con 27 articoli e 126 commi, e viene convertito con 64 articoli e 229 commi … urgenze nate in sessanta giorni … .

Il provvedimento, nel testo presentato al Senato, non risultava correlato nè dalla Relazione sull’Analisi Tecnico Normativa (cd. ATN) nella dalla Relazione sull’Analisi di Impatto della Regolamentazione (cd. AIR), addirittura nemmeno nella forma semplificata consentita dall’art. 10 del Regolamento AIR; peraltro, la Relazione Illustrativa non dà conto della sussistenza delle ragioni giustificative dell’esenzione prevista dall’art. 7 del Regolamento.

Si legge nel documento che alcune disposizioni del Provvedimento “presentano un uso che appare non appropriato delle diverse fonti normative”. Tra queste, emblematico il c. 2 ter dell’art. 18, che prevede l’emanazione di decreti di natura non regolamentare, provvedimenti che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 116 del 2006 ha qualificato come “atti statali dalla indefinibile natura giuridica”.

E’ grande la preoccupazione per lo stato in cui vertono le nostre istituzioni democratiche.