CIRCOLARE DI STUDIO N. 15 DEL 13 FEBBRAIO 2019

Aliquote contributive per l’anno 2019 per gli iscritti alla gestione separata inps di cui all’art.2, comma 26, della legge 8 agosto 1995 n.335

Premessa:

Con  Circolare  Inps  n.19  del  6  Febbraio  2019  l’Istituto  previdenziale ripropone il quadro normativo di riferimento ricordando, innanzitutto, che l’art.2, comma 57 della legge 92/2012 ha disposto, a partire dal 2018, per i soli collaboratori e figure assimilate (Co.Co.Co., associati in partecipazione, lavoratori autonomi occasionali e venditori a domicilio) iscritti  in  via  esclusiva  alla  Gestione  Separata  Inps,  l’aumento  al 33% dell’aliquota contributiva.

A quest’ultima devono essere sommate l’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,51% destinata al finanziamento dell’indennità di disoccupazione per i collaboratori, gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, i titolari degli uffici di amministrazione, i sindaci e revisori, iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps, non pensionati e privi di partita Iva “c.d. DIS-COLL” nonché l’ulteriore aliquota aggiuntiva pari allo 0,72%.

 

Aliquote contributive:

E’ quindi confermata, per gli iscritti che non siano pensionati e privi di partita Iva o che non risultino già assicurati ad altra forma previdenziale obbligatoria, l’ulteriore aliquota contributiva, istituita dall’art.59, comma 16, della Legge n.449/1997, per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli stessi della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla malattia, anche in caso di non degenza ospedaliera ed al congedo parentale.

La predetta aliquota contributiva aggiuntiva è sempre pari allo 0,72% e tale percentuale non è utile alla pensione perché destinata a finanziare le prestazioni assistenzialiPer i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’aliquota per il 2019 è confermata al 24%.

Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione Iva, iscritti alla gestione separata Inps e che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l’aliquota per il 2019 è confermata al 25%.

In conseguenza del quadro sopra riassunto, le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione Separata nell’anno 2019, ai sensi delle disposizioni sopra richiamate, sono fissate come segue:

  • 24% dovuto dai soggetti titolari di pensione (diretta, cioè quella derivante da contributi versati per il proprio lavoro, o indiretta ossia di reversibilità) o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria (anche se liberi professionisti);
  • 25,72% cioè 25% aliquota IVS più 0,72% aliquota aggiuntiva dovuto per tutti i liberi professionisti titolari di posizione Iva non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
  • 33,72% cioè 33% aliquota IVS più 0,72% aliquota aggiuntiva destinato al fondo prestazioni temporanee dovuto per tutti i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL;
  • 34,23% cioè 33% aliquota IVS più 0,72% aliquota aggiuntiva destinato al fondo prestazioni temporanee più 0,51% per DIS-COLL dovuto per tutti   i  soggetti  non  assicurati  presso   altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL;

 

Le predette aliquote sono applicabili fino al raggiungimento del massimale di reddito previsto dall’art. 2, comma 18, della Legge n.335/1995, pari, per l’anno 2019, ad € 102.543,00.

Per l’accredito dei contributi mensili, basato sul minimale di reddito stabilito dall’art. 1, comma 3, della Legge n.233/1990, il minimale da considerare per il 2019, è pari ad € 15.878,00.

Pertanto gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 3.810,72 mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del 25,72% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 4.083,82 (di cui 3.969,50 ai fini pensionistici) mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del 33,72% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 5.354,06 (di cui 5.239,74 ai fini pensionistici) e gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del 34,23% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 5.435,04 (di cui 5.239,74 ai fini pensionistici).  Qualora alla fine dell’anno il suddetto minimale non venisse raggiunto, vi sarà una contrazione dei mesi accreditati in proporzione al contributo versato.

 

La ripartizione dell’onere contributivo resta invariata:

 

  • 2/3 a carico del committente;
  • 1/3 a carico del collaboratore.

 

Nell’ipotesi di contratti di associazione in partecipazione che apportano solo lavoro, la ripartizione dell’onere è pari al 45% (a carico dell’associato lavoratore) ed al 55% (a carico dell’associante committente).

Rimane inoltre confermata nel 4% la misura del contributo lordo che i professionisti (titolari di partita Iva) iscritti alla gestione separata Inps, possono addebitare al committente.

 

Modalità di versamento in capo all’azienda committente e relativa scadenza:

Entro il 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso i committenti e gli associanti devono versare i contributi alla gestione separata con il modello F24 (telematico nel caso di titolari di partita Iva).

 

Compensi corrisposti ai collaboratori entro il 12 gennaio 2019:

Per il versamento dei contributi in favore dei collaboratori, i cui compensi sono assimilati a redditi da lavoro dipendente, trova sempre applicazione il disposto dell’art.51, comma 1, del TUIR, in base al quale i compensi erogati entro la data del 12 gennaio 2019 e riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2018 sono da calcolare con le aliquote contributive in vigore nell’anno 2018.

Il suddetto principio di “cassa allargata” non trova invece applicazione in relazione agli altri iscritti alla Gestione separata Inps i cui redditi non sono assimilati a quelli di lavoro dipendente.