CIRCOLARE DI STUDIO N. 30 DEL 27 GIUGNO 2018

Acquisto carburanti e lubrificanti per autotrazione: fatturazione elettronica dal 1 luglio 2018 rinviata al 1 gennaio 2019 e modalità pagamento per detrazione iva e deduzione spese e Subappalti della P.A. : Fatturazione elettronica dal 1 luglio 2018

Le norme contenute nella L. 205 del 27/12/2017 prevedono che dal 1 luglio 2018:

1)      sia obbligatoria l’emissione della fattura elettronica per due tipologie di operazioni:

  • l’acquisto di       carburanti      e       lubrificanti      destinati all’autotrazione da parte di soggetti titolari di Partita Iva;
  • per le prestazioni rese da soggetti subappaltatori (o subcontraenti) nel contesto di un contratto di appalto pubblico di lavori, servizi o forniture stipulato con la Pubblica Amministrazione. Sulla fattura dovrà essere indicato il relativo Cup e CIG

2)     Il pagamento degli acquisti di carburanti e lubrificanti sempre da parte dei soggetti titolari di Partita Iva deve avvenire con mezzi di pagamento diversi dal contante al fine di poter operare la detrazione dell’Iva e la deduzione delle spese .

In relazione alla fatturazione elettronica dei carburanti e lubrificanti il Ministro del MISE Luigi Di Maio ieri 25 giugno 2018 durante una conferenza stampa ha annunciato il rinvio di tale obbligo al 1 gennaio 2019, data dalla quale tutte le fatture emesse dovranno essere elettroniche: Tale proroga sarà inserita nel cosiddetto Decreto Dignità che dovrebbe essere licenziato in settimana dal Consiglio dei Ministri.

Di fatto ancora per sei mesi è possibile utilizzare la carta carburanti per documentare la spesa di acquisto e per operare la detrazione dell’Iva se e nella misura consentita.

Invece deve essere ancora definito:

  1. se le nuove regole sul pagamento degli acquisti di carburanti con modalità diverse da contante saranno anch’esse rinviate o entreranno in vigore;
  2. se la fatturazione elettronica dei subappalti con la Pubblica Amministrazione subirà anch’essa un rinvio o meno.

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA CARBURANTI E MODALITA’ PAGAMENTO

 

Alla luce di quanto sopra circa l’obbligo di pagamento con modalità diverse dal contante si suggerisce cautelativamente di attivarsi affinché fin dal 1 luglio prossimo sia rispettata tale disposizione in considerazione che ogni distributore è dotato di modalità di pagamento elettronico, sia quelli presidiati dal personale che quelli in modalità self service. Non si ritiene sussistano le difficoltà invece riscontrabili negli impianti per consentire la fatturazione elettronica.

Si ricorda che sono ammessi tutti i pagamenti “tracciabili” diversi dal denaro contante quali:

  • Assegni, bancari e postali, circolari e non, nonché i vaglia cambiari e postali;
  • Mezzi di pagamento elettronici di cui all’art. 5 Lgs 82/2005 tra cui, per esempio, addebito diretto, bonifico bancario o postale, bollettino postale;
  • Carte di debito, di credito, prepagate o altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano l’addebito in conto corrente

Si forniscono di seguito alcune informazioni comunque utili anche nell’ottica di organizzare la propria struttura al fine di adottare in anticipo le procedure necessarie per rispondere a dei precisi obblighi di legge.

 L’agenzia entrate con circolare 8/2018 ha chiarito che:

  • sono esclusi dalla fatturazione elettronica dal 1 luglio 2018 i carburanti (benzina e gasolio) destinati a motori di gruppi elettrogeni, impianti riscaldamento, attrezzi vari, utensili da giardinaggio e gli altri tipi di carburante per autotrazione quali Gpl, metano;
  • nella fattura elettronica non è obbligatorio riportare il numero della targa del mezzo o altro estremo identificativo dello stesso come previsto nella “scheda carburante”; potranno tuttavia facoltativamente essere riportati nel campo “Mezzo di Trasporto”;
  • la presenza nella medesima fattura sia del carburante che altre spese (quali ad esempio lavaggio, riparazione del veicolo etc) comporta l’onere di emissione della fattura elettronica per tutto;
  • é possibile l’emissione di fatture differite purché all’atto del rifornimento/cessione venga rilasciato un documento, analogico o informatico, che abbia i contenuti del cosiddetto DDT ( DPR472/1996) quindi la data, le generalità del cedente, del cessionario nonché descrizione della natura, qualità e quantità dei beni ceduti. Purché contenenti tali informazioni potranno anche essere utilizzati i buoni consegna emessi dalle attrezzature automatiche. E’ ovvio che ciò comporta che debbano essere introdotti degli adattamenti agli apparecchi distributori che consentano di inserire anche i dati del cessionario, ad oggi non previsti, oltre alla segnalazione che si intende avvalersi della fatturazione differita;
  • soggetti passivi rientranti nel regime di vantaggio o forfettari di cui all’art. 1 commi da 54 a 89 della L. 190/2014: sono esonerati dalla disciplina per cui non hanno obblighi di documentare l’acquisto di carburante con emissione di fattura elettronica;
  • le fatture elettroniche vanno conservate in formato elettronico: per tutte le fatture e le note di variazione elettroniche emesse e ricevute tramite lo SDI è prevista la possibilità di aderire ad un accordo di servizio gratuito con l’Agenzia Entrate che consentirà la conservazione elettronica;
  • pagamento mediante buoni carburante (carte utilizzate nei cosiddetti “netting”). Se il buono carburante consente di recarsi solo presso gli impianti della medesima compagnia la fattura elettronica va emessa all’atto della cessione/ricarica del buono.

Diversamente se il buono dà modo di rifornirsi presso soggetti plurimi quali impianti gestiti da diverse compagnie o da singoli imprenditori, pompe “bianche” o consente anche l’acquisto di prodotti diversi da carburante la fattura elettronica andrà emessa al momento del rifornimento. Per quanto attiene al pagamento sia il rapporto tra il gestore dell’impianto e la società petrolifera che quello tra quest’ultima e l’utente, debbono essere regolati con strumenti di pagamento qualificati.

  • rifornimento di auto aziendale che il dipendente effettua durante una trasferta di lavoro: è stato indicato che qualora il pagamento non avvenga mediante l’utilizzo di una carta aziendale ma con carta di credito/debito/prepagata del dipendente (o altra modalità comunque diversa dal contante) il rimborso da parte del datore di lavoro al proprio dipendente deve avvenire con modalità tracciabili (ad esempio bonifico bancario unitamente alla retribuzione).

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA SUBAPPALTI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 

 

Obbligatoria dal 1 luglio p.v., salvo proroga, la fatturazione elettronica per prestazioni, rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese operanti nell’ambito di un contratto di appalto di fornitura o di servizi con un’amministrazione pubblica. E’ stato chiarito che l’obbligo si estende solo ai rapporti diretti – appalti o altri contratti – tra il soggetto che ha ricevuto l’appalto dalla Pubblica Amministrazione, e coloro di cui questi si avvale con esclusione dei passaggi successivi. Non rientrano nell’obbligo i rapporti tra i sub appaltanti/contraenti e terzi di cui a loro volta si avvalessero per fornirsi di beni e/o servizi.

Esempio:

Alfa stipula contratto di appalto con PA ed un sub appalto/contratto con Beta e Gamma per la realizzazione di alcune opere; così come le fatture emesse da Alfa a PA debbono essere in formato elettronico ed inviate per il tramite del Servizio di Interscambio (SdI) anche quelle che Beta e Gamma dovranno emettere per le prestazioni da loro rese ad Alfa dovranno essere in formato elettronico (XBRL).

In queste fatture dovranno essere indicati il Codice Identificativo Gara (CIG) e il Codice Unico Progetto (CUP) in uno dei seguenti blocchi informativi: “DatiOrdineAcquisto”, “DatiContratto”, “DatiConvenzione”, “DatiRicezione” o “Datifatturecollegate”

PROVVEDIMENTO 89757/2018

 

In detto provvedimento sono state introdotte alcune semplificazioni nel processo di recapito delle fatture tra soggetti privati residenti ed identificati nello Stato diversi dalle Pubbliche Amministrazioni e l’eliminazione delle cosiddette ”notifiche d’esito committente” rispetto alla fatturazione elettronica verso le PA per le quali restano valide le regole previste dal DM 55/2013 .

Si riportano alcune informazioni ivi contenute:

Per consentire al SdI di recapitare la fattura elettronica alla controparte, l’emittente   deve compilare  nel file della fattura il campo “CodiceDestinatario” valorizzandolo con il codice numerico di 7 cifre ovvero con il codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche del presente provvedimento e la PEC del cessionario/committente.

Al fine di prevenire i casi in cui il cessionario/committente IVA non riesca a dotarsi di PEC ovvero non abbia attivato un canale telematico “web service” o FTP con SdI, ovvero non ricorra ad un intermediario in grado di ricevere con tali modalità e per suo conto le fatture elettroniche, queste ultime sono messe a disposizione del destinatario su apposita area web riservata dell’Agenzia delle entrate: in tale ultimo caso, il cedente/prestatore è tenuto tempestivamente a comunicare al cessionario/committente che la fattura è acquisibile dalla citata area autenticata. Al momento in cui cessionario/committente prende visione della fattura nell’area autenticata, il SdI ne dà comunicazione al soggetto trasmittente.

Anche nel caso in cui, per cause tecniche non imputabili al SdI il recapito non fosse possibile (ad esempio, casella PEC piena o non attiva ovvero canale telematico non attivo), il SdI rende disponibile al cessionario/committente la fattura elettronica nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate, comunicando tale informazione al soggetto trasmittente. Il cedente/prestatore è tenuto tempestivamente a comunicare – per vie diverse dal SdI – al cessionario/committente che l’originale della fattura elettronica è a sua disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate: tale comunicazione può essere effettuata anche mediante la consegna di una copia informatica o analogica della fattura elettronica.

Si ribadisce che resta valido quanto più volte ribadito dall’amministrazione finanziaria in merito alla data di esigibilità dell’imposta, identificabile con la data riportata nella fattura ai sensi degli articoli 21 o 21 bis del D.P.R. n. 633/1972. In merito, invece, all’identificazione della data da cui decorrono i termini di detraibilità dell’imposta, la stessa viene identificata dalla data di ricezione attestata al destinatario dai canali telematici di ricezione ovvero dalla data di presa visione della fattura elettronica nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate in cui è stata depositata.

Al fine di rendere agevole, efficiente e poco onerosa la fase di predisposizione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione degli operatori entro il 1° luglio 2018 una serie di servizi quali:

  • Per agevolare l’automazione dei processi e ridurre gli errori nella fase di predisposizione della fattura, sarà disponibile un servizio web per la generazione di un QR-Code che, al pari della Tessera Sanitaria per i clienti privati, potrà essere mostrato dal destinatario all’emittente per consentire a quest’ultimo – se dotato di apposito lettore – di acquisire in automatico i dati identificativi IVA del cessionario/committente.

Oltre alla procedura online già disponibile dal luglio 2016, sarà resa disponibile un’applicazione mobile per ambienti IOS e Android in grado anche di leggere il QRCode sopra descritto, nonché un’applicazione “stand alone” installabile su PC.

  • Per chi aderirà, mediante servizio online, ad apposito accordo di servizio, tutte le fatture elettroniche emesse o ricevute dall’operatore attraverso il SdI saranno portate in conservazione a norma del D.M. 17 giugno 2014 secondo i termini e le condizioni riportati nell’accordo di servizio, utilizzando il servizio gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate, conforme alle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013.

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