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Non tutte le spese sostenute dall’imprenditore – ma anche dal lavoratore autonomo – possono essere dedotte: in tanti casi, l’Agenzia delle Entrate contesta la mancanza del presupposto dell’inerenza.

Se l’inerenza sia un requisito necessario per la deduzione dei costi sembrava circostanza pacifica. Dal 2018 tuttavia la Corte di Cassazione ha “virato”, sostenendo che in realtà esso non è fissato dal legislatore – non ve n’è traccia nel pur sempre invocato art. 109 del Tuir -: si tratta pertanto di un principio generale, e dunque più sfumato.

Principio generale o meno, la stessa Corte ritiene che la prova dell’inerenza incomba sul contribuente – Cass. 18904/2018 –; sul punto, sostiene sempre la Corte, nessuna influenza esplica la novella apportata dal legislatore all’art 7 del processo tributario, con l’aggiunta del nuovo comma 5 bis.

Cosa occorre dimostrare in concreto? Secondo Cass. 450/2018 e 30366/2019, la prova che deve essere fornita è di riferibilità dei costi sostenuti all’impresa, precisandosi che è sufficiente che è sufficiente una riferibilità anche solo indiretta, potenziale o in proiezione futura, ed altresì che la valutazione dell’inerenza è un processo qualitativo, non quantitativo: quindi, il fisco non può contestare l’eccessività della spesa (salvo che non sia abnorme). Ciò è talmente vero che secondo Cass. 33568/2022 il Fisco non può contestare la deducibilità delle provvigioni assumendo che le stesse sarebbero troppo elevate: il principio di inerenza dei costi deducibili, esprimendo una correlazione in concreto tra costi e attività d’impresa, si traduce in un giudizio di carattere qualitativo, che prescinde da valutazioni quantitative.

Sebbene secondo Cass. 27786/2018 e 11324/2022 l’antieconomicità e l’incongruenza dei costi possano essere indici rivelatori del difetto di inerenza, in ogni caso l’azione dell’AF non può spingersi al punto di sindacare le scelte dell’imprenditore (Cass. 13468/2015, 21869/2016 e 25257/2017).

Si tratta certamente di principi che, pur di carattere generale, sono sicuramente idonei ad orientare le scelte in sede di chiusura dei bilanci e di calcolo delle imposte dovute.