CIRCOLARE DI STUDIO N. 8 DEL 18 FEBBRAIO 2020

Termine per la stampa dei registri contabili obbligatori.
Termine per la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche.

STAMPA DEI REGISTRI CONTABILI OBBLIGATORI

Il termine per la stampa fiscale dei registri contabili obbligatori dell’esercizio 2018, costituiti dal libro giornale, dal libro inventari, dal registro dei beni ammortizzabili e dai registri previsti dalla normativa Iva, è stabilito entro la fine del terzo mese successivo al termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e, quindi, per i contribuenti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare, al 2 marzo 2020 (cadendo di sabato il giorno 29 febbraio).

Per quanto al libro inventari si ribadisce che lo stesso deve essere sottoscritto dal legale rappresentante.

Si rammenta, con riferimento al registro dei beni ammortizzabili, che lo stesso deve risultare aggiornato, secondo quanto disposto dall’articolo 16, D.P.R. 600/1973, già dal termine di presentazione della dichiarazione, ossia, relativamente al 2018, entro il 30 novembre 2019.

CONSERVAZIONE DIGITALE DELLE FATTURE ELETTRONICHE

Si rammenta che entro fine mese occorre procedere alla conservazione digitale delle fatture elettroniche emesse e ricevute nell’anno 2018.

Per le fatture elettroniche emesse, la conservazione digitale riguarderà tutte le fatture emesse nel corso del 2018.

Per le fatture elettroniche ricevute, la conservazione digitale sarà obbligatoria solo per quelle relative ad operazioni per cui nel corso del 2018 già vigeva l’obbligo di emissione delle fatture in formato elettronico (ad esempio, subappalti e subforniture nella filiera degli appalti pubblici, oppure cessioni di benzina e gasolio non effettuate da impianti di distribuzione).

Visto che la maggioranza delle aziende si è dotata di un servizio di conservazione digitale delle fatture elettroniche solo a fine 2018, si invita la Spettabile Clientela a:

  • verificare se nel corso del 2018 sono state emesse/ricevute fatture elettroniche;

  • reperire i file .XML da conservare;

  • contattare il proprio gestore di software per chiedere con quali modalità si dovranno caricare i file .XML in conservazione, visto che difficilmente il software reperirà in modo automatico le fatture emesse/ricevute in data anteriore alla sua attivazione.

Quanto sopra è valido anche per quei clienti che hanno aderito al servizio gratuito di conservazione digitale dell’Agenzia delle Entrate: il servizio infatti porta in conservazione le fatture elettroniche emesse/ricevute dopo la sua attivazione. Pertanto quelle aventi data anteriore dovranno essere portate in conservazione manualmente, tramite apposita funzionalità presente sul portale Fatture e Corrispettivi.

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