Circolare di Studio n. 2 dell’ 8 Gennaio 2018

SPLIT PAYMENT

Dal 1 gennaio 2018 sono entrate in vigore le nuove regole relative al regime dello split payment contenute nel comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR 633/72 come modificato dal DL 148/2017; in base ad esse lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica alle fatture emesse a partire dal 1/1/2018 oltre che per le operazioni verso la Pubblica Amministrazione anche a quelle verso:

  • 0a) enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e   le   aziende   pubbliche   di   servizi   alla  persona;
  • 0b) fondazioni partecipate da Amministrazioni Pubbliche di cui al comma 1 per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al   70%;
  • a) società controllate, ai sensi dell’art. 2359 comma 1 2 c.c.,

direttamente  dalla Presidenza  del  Consiglio dei Ministri  e  dai  Ministeri;

  • b) società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’art. 2359 comma 1 n. 1 c.c., da Amministrazioni Pubbliche di cui al comma 1 o da    enti    e    società    di    cui    alle        0a),    0b),    a)    e    c);
  • c)società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da Amministrazioni Pubbliche di cui al comma 1 o da enti e     società     di     cui     alle          0a),     0b),     a)     e     b);
  • d) società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana identificate agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto; con il decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze di cui al comma 1 può essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato

Nonostante fosse prevista l’emanazione di un Decreto del MEF, modificativo o complementare a quello del 23/1/2015, già modificato dai decreti MEF 27/6 e 13/7/2017, che stabilisse le modalità di attuazione delle norme come modificate da ultimo dal DL 148/20 (entrato in vigore il 16/10/2017), ad oggi questo non risulta emanato .

Come noto, per individuare i soggetti destinatari dal 1/1/2018 al 31/12/2018 di detta disciplina, diversi dalle Pubbliche Amministrazioni, per le quali vale il loro inserimento nell’indice delle PA consultabile dal sito www.indicepa.gov.it, occorre rifarsi ai 6 elenchi pubblicati il 19/12/2017 sul sito del Dipartimento delle Finanze del MEF che sono consultabili al seguente indirizzo http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/ e dove è possibile la ricerca anche per codice fiscale.

 E’ consigliabile esaminare detti elenchi ogni qualvolta si debba emettere una fattura in quanto è previsto che i soggetti destinatari possono segnalare mancate o errate inclusioni per cui nel tempo potrebbero risultare modificati.

L’inserimento del soggetto all’interno degli elenchi “definitivi” comporta l’obbligo per il suo fornitore di assoggettare l’operazione a split payment; l’eventuale rilascio dell’attestazione da parte del cessionario/committente in contrasto con il contenuto degli elenchi definitivi è pertanto da ritenersi priva di effetti giuridici. Infatti nella Circ. n. 27 del 7/11/2017 si afferma che la modalità del rilascio dell’attestazione dal parte del soggetto destinatario della fattura sia stata rilevante solo in sede di prima applicazione della nuova disciplina fino alla emissione degli elenchi definitivi.

Per quanto attiene al requisito del possesso del capitale non inferiore al 70% (lettere 0b) e b) sopra indicate, si segnala che secondo la nota di lettura n. 194, relativa all’A.S. 2942 (Ddl. di conversione del DL 148/2017, ora convertito con L. 172/2017), “rientrano nel perimetro dei soggetti tenuti ad applicare il meccanismo dello split payment anche le società a partecipazione congiunta da parte di più enti locali, ciascuno proprietario di una quota minoritaria, se la somma delle azioni o quote detenute è maggiore o uguale al 70%”. Tale indicazione risulta in contrasto con quanto indicato dall’Agenzia Entrate nella circolare 27del 7/11/2017.

Si ricorda che il soggetto passivo Iva che emette fatture in regime di split payment nei confronti delle società incluse negli elenchi ma non iscritte nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni non ha attualmente l’obbligo di emettere la fattura elettronica; ne ha ovviamente la facoltà.

Note di variazione

Le note di variazione in aumento emesse nei confronti dei soggetti destinatari di split payment sono anch’esse soggette al medesimo meccanismo anche se si riferiscano a fatture emesse prima dell’entrata in vigore dello split payment e/o dell’inclusione di un soggetto negli elenchi validi per le singole annualità.

Diversamente, quando il fornitore emette una nota di variazione in diminuzione, che si riferisce a fatture originarie emesse prima dell’entrata in vigore della scissione dei pagamenti, alla stessa si applicheranno le regole ordinarie. Tuttavia, in considerazione di esigenze di semplificazione degli adempimenti, la circolare n. 15/E del 2015 precisava che ai fornitori che avevano già implementato i propri sistemi di fatturazione e contabilità alla disciplina della scissione dei pagamenti, era consentito applicare la predetta disciplina anche per le note di variazione emesse (successivamente all’entrata in vigore della nuova disciplina) che si riferivano ad una fattura originaria emessa antecedentemente all’introduzione della disciplina della scissione dei pagamenti.

La Circ. AE 27/2017 in relazione alle variazioni in diminuzione ha precisato che la PA e Società che abbia già eseguito il versamento diretto all’Erario dell’imposta indicata nella fattura originaria, potrà scomputare il maggior versamento eseguito dai successivi versamenti da effettuare nell’ambito della disciplina della scissione dei pagamenti.

Si precisa che sono fatti salvi i comportamenti adottati dai contribuenti anteriormente alla emanazione della Circolare dell’Agenzia Entrate n.ro 27 del 7/11/2017, in considerazione dell’incertezza in materia in sede di prima applicazione, sempre che l’imposta sia stata assolta, ancorché in modo irregolare.

Operazioni escluse da split payment

Si ricordano le principali:

  • Acquisti per i quali i cessionari o committenti sono debitori d’imposta per effetto del reverse charge;
  • -Operazioni effettuate da fornitori cui si applicano regimi Iva “ speciali” che:
  1. non prevedono l’evidenza dell’Iva in fattura (monofase 74/633, regime del margine, agenzie viaggio)
  2. che, pur prevedendo l’addebito dell’imposta in fattura, sono caratterizzati da un particolare meccanismo forfetario di determinazione della detrazione spettante (regimi speciali agricoltori artt. 34 e 34 bis DPR633/72, L. 398/91etc)
  • Acquisti in cui l’acquirente intende avvalersi del plafond 8 c. 1 DPR 633/72;
  • Operazioni in cui il fornitore ha già nella propria disponibilità il corrispettivo spettantegli in forza di un provvedimento giudiziale (es. le prestazioni di un professionista delegato dall’autorità giudiziaria alla procedura di esecuzione immobiliare, in relazione alla fatturazione del compenso);
  • Operazioni rese a favore dei dipendenti della PA o Società compresa negli elenchi quando la fattura sia stata emessa e intestata nei confronti del dipendente. Diversamente se emessa alla PA o Società andrà assoggettata a split payment;
  • Operazioni certificate con ricevute fiscali o scontrini fiscali. E’ soggetta a split payment la fattura emessa su richiesta del cliente, in luogo dello scontrino o della ricevuta fiscale;
  • Operazioni esonerate da certificazione fiscale in relazione alle quali i corrispettivi sono annotati nel registro di corrispettivi (es. contratti di netting). Si precisa che la richiesta del rilascio;
  • Operazioni permutative ai sensi dell’art. 11 DPR 633/72;

Si rammenta che in tema di split payment lo Studio ha inviato le seguenti circolari:
– n.ro 38 del 30/6/2017,
– n.ro 45 del 31/7/2017 e
– n.ro 51 del 18/9/2017.

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