CIRCOLARE DI STUDIO N. 6 DEL  17 GENNAIO 2018

SPLIT PAYMENT – AMPLIAMENTO SOGGETTIVO E PROROGA CEDOLARE SECCA 10%

SPLIT PAYMENT

Con il presente documento si fornisce un aggiornamento in tema di split payment alla luce dell’emanazione del DM 9/1/2018 annunciato dal DL 148/17, che ha modificato ed integrato il DM 23/1/2015, già modificato dai decreti MEF 27/6 e 13/7/2017.

L’ampliamento del perimetro applicativo dello split payment è stato disposto, a partire dal 1 gennaio 2018, dal decreto-legge del 16 ottobre 2017 n. 148, convertito con L. 172/2017, che ha incluso nel nuovomeccanismo di pagamento dell’Iva ulteriori soggetti: enti pubblici economici nazionali, regionali e locali (incluse le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona), le fondazioni partecipate dalle amministrazioni pubbliche , le società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni, le società partecipate dalle amministrazioni pubbliche, da enti o società pubbliche per una quota non inferiore al 70 per cento.

Infatti al comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR 633/72, come modificato dal DL 148/2017, si prevede che   lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica alle fatture emesse a partire dal 1/1/2018 oltre che per le operazioni verso la Pubblica Amministrazione anche a quelle verso:

  • enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e   le   aziende   pubbliche   di   servizi   alla  persona;
  • fondazioni partecipate da Amministrazioni Pubbliche di cui al comma 1 per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al   70%;
  • società controllate, ai sensi dell’art. 2359 comma 1 2 c.c.,

direttamente  dalla Presidenza  del  Consiglio dei Ministri  e  dai  Ministeri;

  • società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’art. 2359 comma 1 n. 1 c.c., da Amministrazioni Pubbliche di cui al comma 1 o da    enti    e    società    di    cui    alle        0a),    0b),    a)    e    c);
  • società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da Amministrazioni Pubbliche di cui al comma 1 o da enti e     società     di     cui     alle          0a),     0b),     a)     e     b);
  • società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana identificate agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto; con il decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze di cui al comma 1 può essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato

Per quanto attiene al requisito del possesso del capitale non inferiore al 70% si ricorda che “rientrano nel perimetro dei soggetti tenuti ad applicare il meccanismo dello split payment anche le società a partecipazione congiunta da parte di più enti locali, ciascuno proprietario di una quota minoritaria, se la somma delle azioni o quote detenute è maggiore o uguale al 70%”.

Il DM del MEF del 9/1/2018 specifica che l’elenco dei soggetti sottoposti a split payment, diversi dalle Pubbliche Amministrazioni per le quali si deve far riferimento all’Indice delle PA consultabile dal sito www.indicepa.gov.it, è pubblicato dal Dipartimento delle Finanze entro il 20 ottobre di ciascun anno con effetti a valere per l’anno successivo.

Soltanto per il 2018 per individuare i soggetti, diversi dalle PA, interessati allo split payment si deve fare riferimento agli elenchi già pubblicati dal Dipartimento Finanze in data 19 dicembre 2017, alcuni dei quali sono stati oggetto di aggiornamento nei giorni 9 e 10 gennaio 2018, consultabili sulla specifica applicazione      informatica (http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/) e dove è possibile la ricerca anche per codice fiscale.

E’ previsto che le fondazioni, gli enti e le società interessate possono segnalare eventuali incongruenze o errori al Dipartimento delle Finanze che provvederà ad esaminarle al fine di un eventuale aggiornamento in conformità alla normativa vigente.

In considerazione dei numerosi aggiornamenti che si sono avuti nel corso del 2017, così come quelli già intervenuti nei primi giorni del 2018 sugli elenchi pubblicati il 19/12/2017 e valevoli per l’anno 2018, è consigliabile esaminare detti elenchi ogni qualvolta si debba emettere una fattura al fine di verificare se il soggetto destinatario sia incluso o meno negli elenchi.

All’art. 5 ter, comma 3 del DM 23/1/2015, integrato e modificato dai successivi  DM  e  da  ultimo  dal  DM  9/1/2018,  si    regolamenta l’effetto dell’inserimento  di  nuovi  soggetti  negli  elenchi  mentre  al  comma  4  l’esclusione di soggetti.

Se il controllo, la partecipazione o l’inclusione nell’Indice FTSE MIB si verifica in corso d’anno entro il 30 settembre alle nuove fondazioni, enti e società controllate, partecipate o incluse nell’indice si applicano le disposizioni dello split payment dal 1 gennaio dell’anno successivo. Se invece l’inclusione avviene dopo il 30/9 lo split payment si applicherà sulle fatture emesse a partire dal 1 gennaio del secondo anno successivo. Anche in caso in cui il controllo, la partecipazione o l’inclusione nell’indice  FTSE  MIB  venga  a  mancare  in  corso  d’anno  ma  entro  il  30/9  lo split  payment cesserà di avere effetto dal 1 gennaio dell’anno successivo mentre se avverrà dopo il 30/9 le disposizioni cesseranno dal 1 gennaio del secondo anno successivo alla cancellazione.

L’inserimento del soggetto all’interno degli elenchi “definitivi” comporta l’obbligo per il suo fornitore di assoggettare l’operazione a split payment; l’eventuale rilascio dell’attestazione da parte del cessionario/committente in contrasto con il contenuto degli elenchi definitivi è pertanto da ritenersi priva di effetti giuridici. Infatti nella Circ. A.E. N. 27 del 7/11/2017 si afferma che la modalità del rilascio dell’attestazione dal parte del soggetto destinatario della fattura sia stata rilevante solo in sede di prima applicazione della nuova disciplina fino alla emissione degli elenchi definitivi.

Si ricorda che il soggetto passivo Iva che emette fatture in regime di split payment nei confronti delle società, enti e fondazioni incluse negli elenchi ma non iscritte nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni non ha attualmente l’obbligo di emettere la fattura elettronica; ne ha ovviamente la facoltà.

Si rammenta che in tema di split payment lo Studio ha inviato le seguenti circolari:

–     n.ro 38 del 30/6/2017,

–     n.ro 45 del 31/7/2017,

–     n.ro 51 del 18/9/2017 e

–     n.ro 2 del 10/1/2018

 

CEDOLARE   SECCA   SU   CONTRATTI   LOCAZIONE   A   CANONE CONCORDATO

L’art. . 1 c. 16 della Legge Di Bilancio 2018 proroga al 31/12/2019 l’aliquota 10% relativa alla cedolare secca applicabile per opzione sugli affitti a canone concordato precedentemente prevista in scadenza al 31/12/2017.

Trattasi di:

  • affitti a canone concordato (artt. 2, c. 3 e 8 L. 431/1998) relativi a immobili siti nei Comuni di cui all’art. 1, lett. a) e b) D.L. 551/1988 e negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe;
  • affitti a canone concordato relativi a immobili ubicati in Comuni per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza nei 5 anni precedenti il 28.05.2014 ovvero in un Comune colpito da eventi eccezionali;
  • Affitti da contratti stipulati per soddisfare esigenze abitative di studenti

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