Circolare di Studio n. 2 del 7 Gennaio 2026

Nuovi obblighi informativi sulle criptovalute a partire dal 2026

Alla cortese attenzione della Spett.le Clientela

Circolare di Studio n. 2 del 7 Gennaio 2026

Sommario: NUOVI OBBLIGHI INFORMATIVI SULLE CRIPTOVALUTE A PARTIRE DAL 2026

Dall’1 gennaio 2026 è entrata in vigore la Direttiva europea Dac8 (Directive on Administrative Cooperation 8), destinata a portare maggiore trasparenza nel mondo delle cripto-attività.

Le operazioni effettuate sulle piattaforme autorizzate in Italia, così come su quelle europee che aderiscono al Crypto-asset reporting framework (Carf), sono trasmesse automaticamente all’Agenzia delle Entrate. Gli obblighi di dichiarazione restano anche per chi utilizza piattaforme estere, dalla compilazione del quadro RW all’indicazione dei redditi eventualmente realizzati.

Ogni acquisto, vendita, scambio o trasferimento è tracciato, rendendo

immediatamente disponibili le informazioni all’Agenzia delle Entrate.

La Dac8 cambia  in  profondità  il  rapporto  tra  fisco  e  cripto-attività. L’obiettivo della direttiva è estendere lo scambio automatico di informazioni fiscali anche alle cripto-attività, superando le aree grigie che hanno finora caratterizzato il settore. La direttiva riguarda i 27 Stati membri dell’Unione europea, ma il suo raggio d’azione è più ampio. La Dac8 è infatti allineata al Crypto-asset reporting framework (Carf), lo standard Ocse sulla trasparenza fiscale delle cripto-attività, che coinvolge anche Paesi extra-Ue come Regno Unito, Svizzera, Canada, Australia, Giappone e altri Stati dell’area Ocse e del G20. I dati raccolti, quindi, non restano confinati nei singoli ordinamenti nazionali, ma sono oggetto di scambio automatico tra le amministrazioni fiscali secondo regole comuni. Il recepimento italiano è arrivato il 4 dicembre 2025, con l’approvazione del Consiglio dei Ministri.

Pertanto dal primo gennaio 2026, i fornitori di servizi cripto (exchange, broker e piattaforme fintech) sono obbligati a trasmettere all’Agenzia delle Entrate le informazioni relative a tutte le operazioni in criptovalute effettuate dai contribuenti. La trasmissione delle informazioni avvia un meccanismo che porta allo scambio automatico dei dati tra gli

Stati, nell’ambito della cooperazione amministrativa europea. In Italia i Casp (crypto-asset service provider) devono iscriversi all’apposito registro dell’Agenzia delle Entrate, raccogliere i dati anagrafici e fiscali dei clienti e comunicare tutte le operazioni entro il 30 giugno dell’anno successivo.

Dal punto di vista dei contribuenti l’effetto principale è l’aumento della trasparenza; le informazioni sui movimenti in cripto-attività sono automaticamente nella disponibilità del Fisco, riducendo drasticamente lo spazio per omissioni o errori dichiarativi.

Restano confermati, e di fatto rafforzati, gli obblighi per i contribuenti che detengono o operano in criptovalute, tra cui:

  • monitoraggio fiscale delle cripto-attività detenute;
  • dichiarazione delle plusvalenze realizzate;
  • corretta documentazione delle operazioni effettuate.

Sarà fondamentale conservare la documentazione relativa a operazioni, movimenti e valorizzazioni, effettuare una ricognizione delle posizioni in criptovalute detenute ed in alcuni casi, è consigliabile valutare regolarizzazioni o adeguamenti dichiarativi

TASSAZIONE CRIPTOVALUTE DAL 2026

Dal gennaio 2026 le plusvalenze su criptovalute sono tassate al 33%

rispetto al 26% che era l’aliquota in vigore fino al 31 dicembre 2025.

La Legge di Bilancio 2023 aveva introdotto per la prima volta in Italia una disciplina fiscale specifica per le cripto-attività. Dal 2023 in poi, i proventi da cripto-attività rientrano ufficialmente nei “redditi diversi” e vengono tassati mediante imposta sostitutiva del 26%, con una franchigia di 2.000 euro annui sotto la quale non si pagano le tasse.

La Legge di Bilancio 2025, approvata a fine dicembre 2024, ha cambiato la normativa prevedendo:

  • l’eliminazione completa della franchigia di 2.000 euro dal 1° gennaio 2025;
  • l’aumento dell’aliquota dal 26% al 33% dal gennaio 2026.

A partire dal 2026 tutte le cripto-attività classichesono assoggettate

all’aliquota del 33%. Questo include:

  • Bitcoin (BTC);
  • Ethereum (ETH);
  • Altcoin di ogni tipo;

Stablecoin ancorate al dollaro USA, come USDT (Tether) e USDC (USD Coin);

  • NFT;
  • Token derivanti da operazioni DeFi.

L’unica eccezione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, è il mantenimento dell’aliquota al 26% esclusivamente alle stablecoin denominate in euro; si tratta di token di moneta elettronica ancorati stabilmente all’euro, i cui fondi di riserva sono detenuti integralmente in attività denominate in euro e presso soggetti abilitati nell’Unione Europea.

Tabella: confronto aliquote per tipo di asset

Tipo di asset

Esempi

Aliquota 2025

Aliquota 2026

Criptovalute classiche

Bitcoin, Ethereum, Cardano, Solana

26%

33%

Stablecoin in dollari

USDT, USDC, DAI

26%

33%

Token di moneta elettronica in euro

EURC e simili (MiCAR compliant)

26%

26%

NFT

Bored Ape, CryptoPunks, ecc.

26%

33%

Token DeFi

UNI, AAVE, COMP, ecc.

26%

33%

Lo Studio resta a disposizione per assistenza nella dichiarazione dei redditi, nella valutazione delle cripto-attività, nella predisposizione del quadro RW e nell’eventuale regolarizzazione delle annualità pregresse.