Circolare di Studio n° 22 del 18 maggio 2026
Circolare informativa ISA, Antieconomicità e nuovi rischi di accertamento; indicazioni operative per imprese e professionisti alla luce dell’intensificazione dei controlli fiscali
Alla cortese attenzione della Clientela
Circolare di Studio n° 22 del 18 maggio 2026
OGGETTO: CIRCOLARE INFORMATIVA ISA, ANTIECONOMICITA’E
NUOVI RISCHI DI ACCERTAMENTO; indicazioni operative per imprese e
professionisti alla luce dell’intensificazione dei controlli fiscali
- 1. Premessa
Negli ultimi mesi si sta registrando un significativo incremento delle attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate nei confronti di imprese e professionisti che presentano profili ritenuti “non coerenti” rispetto agli indicatori ISA oppure risultati economici considerati antieconomici. In molti casi gli uffici stanno valorizzando contemporaneamente più elementi: bassi punteggi ISA, marginalità ridotte, perdite reiterate, incongruenze tra ricarichi e settore di appartenenza, crescita dei costi non accompagnata da adeguati ricavi, movimentazioni finanziarie ritenute incoerenti e scostamenti rispetto ai benchmark di settore.
Occorre chiarire immediatamente un punto fondamentale: un basso punteggio ISA o un risultato economico modesto non equivalgono automaticamente ad evasione fiscale. Tuttavia, tali elementi possono costituire segnali di rischio che inducono l’Amministrazione finanziaria ad avviare approfondimenti istruttori, richieste documentali o veri e propri accertamenti.
- 2. Che cosa sono gli ISA
Gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) rappresentano strumenti statistico-economici attraverso i quali l’Amministrazione finanziaria valuta il grado di affidabilità del contribuente. Il sistema attribuisce un punteggio da 1 a 10 sulla base di numerosi parametri: struttura dei costi, ricavi, addetti, rotazione del magazzino, redditività, coerenza rispetto al comparto economico, continuità dei dati dichiarati e altri indicatori elaborati su base statistica.
Un punteggio elevato consente l’accesso ad alcuni benefici premiali. Viceversa, punteggi bassi possono aumentare la probabilità di selezione ai fini del controllo fiscale. Gli ISA, tuttavia, non costituiscono una prova automatica di evasione e devono essere interpretati alla luce delle specificità concrete dell’impresa.
- 3. Il concetto di “antieconomicità”
Il tema dell’antieconomicità sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle verifiche fiscali. L’Amministrazione tende infatti a ritenere sospette situazioni nelle quali l’attività economica appare, almeno formalmente, priva di logica imprenditoriale.
Tra gli elementi frequentemente contestati si segnalano: perdite fiscali protratte per molti esercizi; margini estremamente bassi; vendite sotto costo; ricarichi incoerenti rispetto al settore; elevata incidenza di costi “indiretti”; compensi amministratori sproporzionati; elevati finanziamenti soci; anomalie di magazzino; squilibri tra volumi di attività e struttura organizzativa.
È però essenziale ricordare che l’imprenditore conserva libertà di scelta economica e strategica. L’esistenza di una gestione poco redditizia non implica automaticamente occultamento di ricavi. Vi possono essere ragioni del tutto legittime: strategie commerciali aggressive, ingresso in nuovi mercati, pressione competitiva, incremento dei costi energetici o finanziari, crisi del settore, investimenti iniziali, politiche di penetrazione commerciale o situazioni straordinarie.
- 4. Perché stanno aumentando gli accertamenti
L’incremento dei controlli deriva anche dall’utilizzo crescente di strumenti di analisi del rischio basati su banche dati integrate e algoritmi di selezione. L’Amministrazione confronta i dati dichiarati con informazioni provenienti da fatturazione elettronica, movimenti IVA, dati finanziari, settore economico di appartenenza, statistiche territoriali e trend storici dell’impresa.
In pratica, non viene più valutata soltanto la singola dichiarazione fiscale, ma la coerenza complessiva del comportamento economico del contribuente nel tempo.
- 5. Le contestazioni più frequenti
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- Marginalità ritenuta incompatibile con il settore di attività.
- Perdite fiscali reiterate senza apparente giustificazione economica.
- Scostamenti volume affarii rispetto ai parametri medi del comparto.
- Incoerenza tra volume di acquisto, ricarichi e ricavi dichiarati.
- Elevato utilizzo di contante o movimentazioni finanziarie anomale.
- Costi considerati sproporzionati rispetto ai ricavi.
- Ricavi inferiori rispetto alla capacità produttiva dell’impresa.
- Riduzione improvvisa dei margini senza adeguata documentazione.
- 6. Come difendersi in modo efficace
L’esperienza pratica dimostra che la difesa più efficace nasce molto prima dell’eventuale accertamento. Le imprese devono essere in grado di spiegare e documentare le ragioni economiche delle proprie scelte.
Predisporre analisi periodiche dei margini e dei principali indicatori economici.
- Documentare le ragioni di eventuali vendite sotto costo o riduzioni dei ricarichi.
- Conservare evidenze relative a crisi di mercato, aumento dei costi o dinamiche competitive.
- Monitorare con attenzione il punteggio ISA e comprenderne le anomalie.
- Verificare la coerenza tra contabilità, bilancio, dichiarazioni fiscali e flussi finanziari.
- Prestare attenzione ai rapporti infragruppo e alle politiche di pricing.
- Analizzare con tempestività eventuali anomalie evidenziate dai consulenti.
- 7. Il ruolo della documentazione
In numerosi contenziosi tributari il vero elemento decisivo non è rappresentato soltanto dal dato numerico, ma dalla capacità dell’impresa di dimostrare la logica economica sottostante alle proprie scelte.
Può quindi risultare fondamentale predisporre e conservare documentazione interna quali: business plan, report commerciali, analisi dei margini, verbali societari, corrispondenza con clienti e fornitori, studi di mercato, report sull’andamento dei costi e relazioni sulle strategie aziendali.
- 8. Attenzione ai controlli “incrociati”
Sempre più frequentemente gli uffici fiscali non si limitano ad analizzare il singolo periodo d’imposta, ma effettuano valutazioni pluriennali e comparative. In particolare vengono confrontati: andamento dei ricavi, variazioni di magazzino, flussi bancari, investimenti, tenore della struttura aziendale, evoluzione dei margini e coerenza tra dati fiscali e bilanci.
In presenza di anomalie ripetute nel tempo, il rischio di controllo aumenta sensibilmente.
- 9. Considerazioni finali
Il contesto attuale richiede alle imprese un approccio sempre più consapevole e documentato. Gli ISA e i profili di antieconomicità non devono essere sottovalutati, ma neppure interpretati come automatismi accusatori.
Una corretta pianificazione, il monitoraggio preventivo degli indicatori di rischio e la capacità di spiegare le scelte imprenditoriali rappresentano oggi strumenti essenziali per
ridurre il rischio di contestazioni fiscali e affrontare con maggiore serenità eventuali verifiche.
- 10. Raccomandazione operativa
Si raccomanda ai clienti di sviluppare con i Tributaristi di riferimento un confronto ampio e costruttivo, valorizzando un approccio preventivo.
Lo Studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti
