Riporto e utilizzo perdite d’impresa da parte dei soggetti irpef

Art.1 Commi 23-26 Legge 145/2018  – Legge di Bilancio 2019

La disciplina del riporto delle perdite conseguite nel regime d’impresa da parte dei soggetti Irpef, a prescindere dal regime contabile adottato, viene modificata adeguando i criteri a quelli già previsti per le società di capitali (con trascinamento delle perdite in avanti senza limiti temporali e utilizzo successivo nei limiti dell’80% dei redditi d’impresa di periodo).

L’applicazione è retroattiva, cioè vigente già dal periodo d’imposta 2018 per cui applicabile nella prossima dichiarazione dei redditi.

«doppio binario in funzione del regime contabile adottato»

RIPORTO PERDITE (ante-legge di Bilancio 2019): DISCIPLINA FISCALE

LAVORATORI AUTONOMI PERDITA COMPENSABILE «ORIZZONTALMENTE» CON ALTRI REDDITI DI QUALSIASI NATURA PRODOTTI DAL CONTRIBUENTE NELLO STESSO ANNO ED EVENTUALE ECCEDENZA NON RIPORTABILE
IMPRESE MINORI IN CONTABILITA’ SEMPLIFICATA
IMPRESE IN CONTABILITA’ ORDINARIA PERDITE COMPENSABILI CON ALTRI REDDITI D’IMPRESA/PARTECIPAZIONE DEL MEDESIMO ESERCIZIO CON RIPORTO ECCEDENZA NEGLI ESERCIZI SUCCESSIVI MA NON OLTRE IL V°
SOGGETTI IRES RIPORTO PERDITE ESERCIZI SUCCESSIVI CON UTILIZZO MAX 80% REDDITO IMPONIBILE

 

Art.1 commi 23- 26 – legge bilancio 2019

REGIME SEMPLIFICATO PER IMPRESE DI CUI ALL’ART.66 DEL TUIR

Trattasi di IMPRESE MINORI ossia persone fisiche che esercitano imprese commerciali, imprese familiari, società di persone, società di fatto che, nell’anno precedente a quello in corso e relativamente a tutte le attività esercitate, hanno percepito:

  • ricavi non superiori a € 400.000 , se esercenti attività di prestazioni di servizi;
  • ricavi non superiori a € 700.000 , se esercenti attività diverse (es. cessione di beni)

quindi imprese ammesse naturalmente ad un regime caratterizzato da:

-un criterio di determinazione del reddito misto (principio di cassa e competenza) che risponde all’esigenza di evitare gli effetti negativi derivanti dai ritardi cronici di pagamento avvicinando quindi il momento dell’obbligazione tributaria alla concreta disponibilità finanziaria evitando – analogamente a quanto già previsto per le attività professionali – esborsi per imposte dovute su proventi non ancora incassati;

adempimenti contabili ridotti rispetto a chi ha optato per il regime ordinario.

 

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